Siamo uomini o toporagni?

15
mar
2

Oggi… aspetto con calma che mi paghino un paio di fatture. Non sono andato a pagare la bolletta scaduta… ci andrò domani. In famiglia abbiamo mangiato… all’una e mezza. Forse ricomincio a lavorare… ma con calma. Perché sono venuto a sapere nei social network… che oggi è il giorno della lentezza.

Ok, basta con i puntini di sospensione che dovevano dare l’idea della lentezza e che mi hanno riportato ai tempi in cui flirtavo nelle chat. Applaudo l’iniziativa della lentezza, con somma gioia. Mi ricordo di quando il mio professore di matematica, Silvano Tiberi, ci faceva osservare come il mondo di oggi sia diventato frenetico; ci raccontò una volta in TV c’era “Intervallo”, e per 5 minuti si guardava con calma foto di città e paesaggi con pecorelle. Mi viene in mente un discorso di A. W. Tozer, che sottolineava come una generazione cresciuta a pane e bottoni sia incompatibile con un cristianesimo fatto di lunghe meditazioni nei deserti. Le multinazionali vogliono farci vivere ad un ritmo più elevato: lavorare di più per stressarsi di più per guardare più televisione per poi comperare le cose che vediamo in TV per poi dover lavorare di più per pagare le cose comperate: cercate su Youtube “La storia delle cose”.

Sfogliando una vecchia enciclopedia della Fabbri Editori (Conoscere), sono rimasto colpito dal toporagno e dal suo stile di vita frenetico. Secondo Wikipedia “i toporagni mangiano quotidianamente una quantità di cibo equivalente all’80-90% del loro peso corporeo. Non vanno in letargo. [...] I toporagni difendono il territorio: scacciano i rivali e accettano la compagnia solo per formare la coppia. Molti scavano la tana per immagazzinare il cibo e per sottrarsi alla vista dei predatori. [...] A differenza dei mammiferi, alcune specie di toporagno sono velenose.”

Signori, signore e Signorini, che differenza c’è fra un toporagno e un concorrente di reality sciò?

toporagno

La fine della storia infinita

13
mar
0

David Hayward è un pastore evangelico che non ha paura di spogliarsi dai fondamentalismi e di mostrare le proprie debolezze e i propri dubbi. Il suo blog infatti si intitola Naked Pastor e mi trovo a condividere spesso i suoi articoli su Google Reader, e non mi interessa se questo potrebbe portare a farmi perdere dei followers sia tra chi non vuol sentire parlare di religione, sia tra chi vuole sentire parlare solo della sua religione. A me interessa trovare sempre la posizione più equilibrata. E tanto da quando c’è Google Buzz ogni tanto spunta fuori qualche nuovo seguace.

Ad ogni modo, traduco l’inizio dell’ultimo articolo che ho condiviso, Unfinal Fantasy:

Uno dei più grandi nemici della chiesa è la fantasia. Così come la fantasia è uno dei più grandi nemici del matrimonio. Insoddisfatti della realtà, ci creiamo una fantasia di ciò che desideriamo. Più grande diventa la fantasia, più grande diventa il divario tra la realtà e la fantasia, più grande diventa l’insoddisfazione. In seguito si giunge alla frattura, al divorzio, alla nevrosi, alla morte spirituale, il tutto avvolto nel dolce involucro del pronto recupero e del rinnegamento delizioso.

Fuchur from »The Neverending Story«Bisogna mettere fine alla “storia infinita”. Ve lo ricordate quel film? Il regno di Fantàsia minacciato dal nulla. Questo vale quando si è bambini. Oggi, almeno per me, la fantasia minaccia la mia vita in tutti i lati. Immagino centinaia di persone che tagliano i ponti con le proprie dipendenze. Immagino una vita familiare perfetta, senza imprevisti, con una comunicazione istantanea con chi mi sta vicino, che mi permetta di lavorare senze interruzioni. La fantasia più grande è quella di vedere una nazione che torna ad avere fiducia in una classe politica e che la smetta di scannarsi per un reality, per un pallone, per Sanremo. Desidero cose belle per tutti, ma irrealizzabili nel breve termine. Ho sperimentato una grande frustrazione e ho scoperto di essere un frignone. Quindi in questa settimana ho interrotto il mio lavoro e ho ridefinito il mio modo di sognare: mica si può smettere di farlo o altrimenti “I have a dream” se ne va a farsi benedire. Perché i miracoli accadono, solo che noi, persi nelle nostre fantasie e nelle nostre aspettative, non ce ne accorgiamo.

Ci sono momenti in cui bisogna compiere un salto nel buio, altri in cui bisogna esaminare sè stessi ed aspettare…

Ho trovato nuova linfa per il mio blog personale, che è il sito più difficile da gestire per me: buon segno.

Niente di interessante

11
mar
1

Eddie

Gatto di razza Manx, con macchia bianca sul collo, senza coda. Sei anni di età. Collarino rosso con placchetta. Sovrappeso. Miagola tutto il giorno e chiede attenzioni di notte. Non si smuove dal ripiano della cucina. Mangia da dove non dovrebbe, butta per terra bicchieri, bottiglie e vasi. Diversi alimenti costosi. Non fa giochetti, niente di interessante.

Darò questo gatto a chi mi riporterà le chiavi che ho perso qui giovedì.

Tagged as:

Secondo la TV

23
feb
1

Siamo indecisi se guardare Sky o Mediaset Premium; li abbiamo installati entrambi perché lavoriamo due ore al giorno e abbiamo tanto tempo da perdere. Siamo appena tornati dalla crociera e abbiamo intenzione di cambiare la macchina. La cambiamo ogni mese perché ci danno 2000 euro di incentivi per farlo. Facciamo dei corsi di yoga per imparare a tenere i cellulari con i piedi. Quattro arti per quattro cellulari diversi, così avremo sempre la tariffa giusta.

E invece…

Ad ogni mese il primo pensiero va all’affitto da pagare (o per i più fortunati al mutuo). Ci ammazziamo di lavoro ma lo chiamano stage e quelli che in teoria lavorano li vediamo non fare un tubo su YouTube. Ci abbronziamo con la spia della riserva (OK, questa l’ho copiata da Facebook) e facciamo gli squilli per farci chiamare da qualcuno. I nostri genitori stanno spendendo per la nostra gioventù i loro risparmi per la vecchiaia.

one less tv

Una TV in meno

Lancio del sito dei Mosajco

19
feb
0

MosajcoIl titolo di questo post, se avessi voluto farmi promozione, sarebbe stato “Come realizzare il sito di un gruppo musicale con Wordpress“. Preferisco essere onesto, anche perché alla fine mi è bastato aggiungere solo un plugin per adattare il noto software CMS-wannabe a questa mia esigenza – e forse se ne servono più di uno, non conviene usare Wordpress :P  Ad ogni modo, il plugin in questione si chiama Gig Press e permette di gestire i concerti del gruppo al quale stiamo realizzando il sito. Permette di fare ricerche molto dettagliate, ma leggendo la documentazione si impara in minuto ad usarlo per i nostri scopi. Per ora ho allestito una pagina diversa per ogni annata di concerti.

Mi sono sbizzarrito a giocare con Gimp per creare l’immagine dell’header, e credo di aver ottenuto un buon risultato tenendo conto che se si tratta di un progetto low-cost e che non sono un web designer; conosco da anni i membri del gruppo e il loro obiettivo di far conoscere l’amore di Dio attraverso la musica contemporanea trova il mio appoggio completo, anche perché si tratta di buona musica in tutti i sensi. Ci sono molti spazi vuoti ancora, ma hanno preferito farmi lanciare la pagina prima di darmi altro materiale :)

Stavo per dimenticare il link: www.mosajco.it

Allergia 2.0

17
feb
0

Mi è arrivata una mail relativa ad un nuovo fan su Brightkite, un social network che punta molto sulla geolocalizzazione. Anzi, si tratta di una nuova fan, e guarda caso la sua homepage è kirod.com, la stessa del mio penultimo fan. La pagina di kirod.com per ora ha solo un messaggio (per questo non la linko), riguardo al lancio di un ennemillesimo social network. Ma io dopo il lancio di Google Buzz sono diventato allergico alla parola “social network” stessa! Ma perché ostinarsi nel continuare a cavalcare questa moda? A parte Meemi, è sempre la stessa minestra riscaldata. Infatti la cosa più simpatica che ho visto su Brightkite finora è l’elenco dei miei sei fan: i primi tre con la testa inclinata a destra, gli altri tre con la testa inclinata a sinistra.

Schermata-1

Non vedo l’ora di finire i miei lavori di questi giorni e scrivere dei post veramente interessanti al riguardo.

Installazione di ffmpeg su di un server CentOS

28
gen
1

CentOS 5Avevo iniziato la mia attività lavorativa con l’intenzione di applicarmi in due settori: consulenze sistemistiche e realizzazione siti internet. Con il passare del tempo, visto che le mie competenze nella gestione di un server erano solo basilari e che c’era tanto lavoro nel campo del web, praticamente ho tagliato il ramo sistemistico. Tuttavia una particolare situazione mi ha costretto a riesumare quel ramo e ad approfondire un sistema operativo a me sconosciuto, cioè CentOS. Rispetto ad Ubuntu o a Debian, mi sembra un sistema un po’ più scarno, ma con un po’ di tentativi in più sono riuscito ugualmente ad installarci sopra ffmpeg, come già avevo fatto sul web server di Valentino Rossi.

  1. Prima di tutto, bisogna aggiungere il repository di DAG per poter installare il binario di ffmpeg. Installando il pacchetto rpmforge-release non dobbiamo preoccuparci di modificare file o aggiungere chiavi.
  2. Inserire il comando per installare ffmpeg e ffmpeg-devel (necessario per la compilazione di ffmpeg-php)
  3. yum install ffmpeg
    yum install ffmpeg-devel
  4. Scaricare l’ultima versione di ffmpeg-php
  5. Scompattato il tarball, entriamo nella directory e diamo i comandi per la configurazione, la compilazione e l’installazione
  6. phpize
    ./configure && make
    make install

La leggenda dell’ufficio che apre un’ora alla settimana

26
gen
1

Oggi ho voglia di raccontare una storia, una storia di ordinaria amministrazione [pubblica] italiana. Avevo bisogno dei servigi di un ufficio, e per prima cosa provo a telefonare. Mi risponde una segreteria telefonica: “L’ufficio è aperto il martedì dalle 9 alle 11, il giovedì dalle 14 alle 16 e il primo sabato del mese dalle 9 alle 11. Si rilasciano informazioni telefoniche il martedì dalle 11 a mezzogiorno”. Ho dovuto ritelefonare quattro volte per capire bene gli orari, degni delle offerte del Piccol. A questo punto non mi restava che aspettare il martedì per telefonare, e per una specie di legge di Murphy degli appuntamenti ovviamente era mercoledì.

TaboOoO !!!!!Oggi è arrivato il giorno fatidico per telefonare. Guarda caso, è stato occupato per un bel pezzo. Alla fine ce l’ho fatta a prendere la linea, e già mi sembrava di aver vinto qualcosa. “Guardi”, mi rispose l’impiegato, “per la sua pratica deve venire di persona a prendere un appuntamento; giovedì non può venire perché la mia collega sta male”. “Ma non posso prendere un appuntamento adesso con lei?” “No, telefonicamente diamo solo informazioni”.

Chissà quando mi daranno l’appuntamento…

Le regole dei blog

21
gen
5

You Are Not Allowed To Take Photos Here!!Avete studiato le regole per avere un blog di un successo? Scelta del titolo, parole chiave, scelte delle immagini… Come avete risolto il dilemma del no-follow? Siete di quelli che commentano solo perché vi interessa il link verso il vostro blog? Non lo so. Per esempio io mi sono tanto impegnato a diffondere il link di questo blog, e credo ora di essere incorso in una penalizzazione di Google: cercando “Giovanni Cappellini” di questo blog non c’è nè puzza nè bruciaticcio su Google. E allora mi sono stufato delle regole: posto quando ne ho voglia oppure quando ho una valida ragione per farlo. Non sto più lì a scrivere, rileggere, riscrivere le frasi cento volte per cercare di accorpare nel discorso più parole chiave possibili, come se Google fosse una riproposizione della mia prof di Italiano del liceo! Questo blog è tornato ad essere la mia valvola di sfogo occasionale (oltre a Warcraft 2 e ad altri vecchi videogiochi).

E poi, se Felipe si prende il lusso di vendere il suo Pollycoke.net, e ricominciare una vita nuova su pollycoke.org, perché io dovrei diventare pazzo, per qualche centesimo bucato di Adsense (a proposito, sono mesi che non lo guardo, fatemi dare un’occhiata…)? Ecco, questa è la valida ragione di oggi.

Grazie ai ragazzi di Meemi per avermi aiutato a raffinare meglio un concetto ;)