La vita dopo il PHP, WordPress e tutto il resto (prima parte)

Qualche anno fa un mio cliente collaboratore rivenditore mi disse:

Tu hai davanti a te ancora 5 anni di carriera [come programmatore]. Se non sfondi in questi 5 anni non sfondi più.

Forse il mio amico non è stato molto delicato nella sua affermazione, ma ero ben conscio il suo pregio più evidente non era il savoir faire ma la lungimiranza. Sapevo che ciò che diceva era maledettamente vero per il semplice motivo che l’avere una famiglia mi avrebbe definitivamente allontanato dallo stile di vita programma-dormi-programma-dormi-programma-mangiasalatini-programma-dormi-programma-docciaveloce-programma di cui parla Linus Torvalds e che diventa la regola per chi come è perfezionista e vuole creare del software che risolva i problemi nella maniera più elegante possibile.

Alla fine non cambiai di molto il mio assetto, in fondo avevo comunque ancora 5 anni di tempo per sfondare. Però poi un bel giorno, vuoi per la volubilità del cliente, vuoi per l’ignoranza dell’agenzia, vuoi per il fatto che non avevo più voglia di reinventare la ruota mi esplose un progetto in PHP custom in mano e decisi che era arrivato il momento di svoltare, di reinventarmi in un qualche altro mestiere più o meno legato a ciò sto facendo prima di essere tagliato fuori dalle obsolescenze biologiche e tecnologiche. Questo fatto accadde quasi due anni fa, ma da allora non ho fatto dei piani precisi.

Alcuni miei ex-colleghi (ciao amici!) hanno scelto di passare a Rails, salvo poi proseguire la loro carriera di web developers all’estero. Io personalmente non posso più permettermi di rimanere “fermo” per un paio di settimane come feci nel 2005 per imparare PHP in una full immersion e soprattutto non posso spostarmi all’estero per motivi famigliari. Inoltre non mi interessa programmare usando il 10% delle righe di codice per fare le stesse cose, a me interessa non dover più aprire un text editor per rimediare il pane.

Come prima cosa sono passato allo sviluppo di siti web facendo riferimento a WordPress come unica piattaforma. In questo modo non dipendendo i miei clienti da un software che conosco solo io non avrò particolari problemi a cambiare professione. Purtroppo però alla classica domanda da colloquio “come ti vedi da qui a 10 anni” non saprei proprio cosa rispondere.

Ci penserò domani.Best Before March 25, 2013

 

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