Tre errori che una startup deve evitare per non fallire

Tutti, prima o poi, ci siamo ritrovati a fissare una clessidra in azione. E‘ affascinante vedere come i granelli di sabbia cadano con un ritmo costante: non a caso è stato il primo strumento di misura del tempo indipendente dalle osservazioni astronomiche: lo sapevate? E sapevate che in realtà il termine “clessidra” andrebbe usato quando a scorrere è l’acqua e non la sabbia, e che in quest’ultimo caso si parla di “clepsamia”?

Clessidra o clepsamia che sia, io vedo una similitudine tra la struttura di questo oggetto e il percorso di crescita delle startup. In particolare:

  1. il bulbo superiore raffigura la fase iniziale
  2. la strozzatura è la fase di selezione
  3. il bulbo inferiore rappresenta il successo

In questo articolo voglio esporre gli errori in cui una startup può incappare, a seconda della posizione che ha raggiunto nella nostra “clessidra”.

Il cane da caccia che va dietro ad ogni fruscìo

CuriousIo non sono mai andato a caccia e mai ci andrò, ma capisco il fascino di un attività in cui bisogna raggiungere una perfetta intesa con il proprio cane. Infatti ci sono cani che si muovono solo quando la preda è di valore, altri che purtroppo si distraggono anche con topi e lucertole. La stessa cosa avviene all’inizio del percorso di una startup: sembra tutto facile, perché le opportunità sembrano essere infinite. In realtà il problema è proprio che fra tutte le opportunità, bisogna essere in grado di riconoscere quelle che sono vere, e lasciar perdere la fuffa.

Cedere alla strozzatura

Tight ropeI fornitori reclamano i soldi, ci sono le tasse da pagare, ma gli incassi sono congestionati per via di ritardi. Il team inizia a demotivarsi: ecco che tutti i nodi vengono al pettine. L’unico segreto a questo punto è non mollare: per esempio si può rinviare il pagamento delle tasse con un interesse irrisorio. Se diventa difficile pagare anche dipendenti e terze parti, conviene affrontare subito la questione, con la massima onestà, soprattutto senza sfoggiare l’ultimo modello di iPhone. Ad ogni modo, se il fallimento è inevitabile, che sia almeno veloce e indolore; in Italia si tende purtroppo ad associare un fallimento aziendale a quello della propria vita, mentre invece basta avere successo in una delle tante idee avute che si è ripagati di tutto.

Travolti dal proprio successo

Successful girlAd un certo punto le prospettive tornano ad allargarsi come erano all’inizio: la startup non brucia più denaro, ma genera reddito; di per sè può sembrare affascinante, ma arrivati a questo punto ci sono nuovi rischi. Per esempio ci sono i clienti che hanno avuto fiducia in te fin dall’inizio e che si sentono trascurati perché non puoi più permetterti di seguirli alle condizioni a cui erano abituati. Anche qui serve la massima chiarezza, poi se uno non vuole capire, pazienza. Poi bisogna tenere conto anche dell’evoluzione delle tecnologie. Ma secondo il mio modesto e retorico parere, il pericolo più grande è dimenticare da dove si è partiti e iniziare a dare le cose per scontate.

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