Il giorno in cui Berlusconi e Grillo sono diventati amici

Quando vide Gesù, Erode se ne rallegrò molto, perché da lungo tempo desiderava vederlo, avendo sentito parlare di lui; e sperava di vedergli fare qualche miracolo. Gli rivolse molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla. Or i capi dei sacerdoti e gli scribi stavano là, accusandolo con veemenza. Erode, con i suoi soldati, dopo averlo vilipeso e schernito, lo vestì di un manto splendido, e lo rimandò da Pilato. In quel giorno, Erode e Pilato divennero amici; prima infatti erano stati nemici. (dal Vangelo di Luca)

La parabola di Matteo Renzi ribadisce il concetto che è molto più facile mettere d’accordo delle persone per andare contro qualcosa o qualcuno, piuttosto che a favore di qualcosa o qualcuno. Trump ha vinto perché ha unito gli americani contro i musulmani. Farage ha vinto perché ha unito i britannici contro l’euro. Non serve nemmeno dare dettagli sul nemico da combattere: ormai parole come immigratiestablishmentbancheradical chic scatenano riflessi pavloviani sulle masse. D’altra parte da oggi possiamo considerare Grillo e Berlusconi come amici.

Niente e nessuno impedirà al mitomane di turno di usare queste potenti leve emotive sull’elettorato. La maggior parte di noi non è in grado di verificare la coerenza delle affermazioni, ma giudica le persone in base al tono di voce. L’amara constatazione è che al referendum per la Costituzione hanno votato anche tutti quelli che a scuola prendevano l’insufficienza in Educazione Civica: da qui a dire che bisognerebbe eliminare il suffragio universale ce ne vuole.

Quanto sarebbe bella invece una “cittadinanza digitale”, in cui i cittadini che hanno votato in un certo modo si fanno il loro Senato, la loro Camera, la loro INPS ecc…? Una dichiarazione di indipendenza, ma senza cambiare territorio o muovere guerra a nessuno. Niente, purtroppo bisogna vivere con il rimpianto di non poter sapere cosa sarebbe successo con la riforma costituzionale.

 




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