Difficoltà su Linux con Spotify e Facebook

Da sempre la musica è fondamentale per la mia produttività, e Spotify è diventato fondamentale per l’ascolto della musica (anche se non è stato sempre così). Ma in questi giorni ho vissuto un piccolo dramma: il mio account Facebook è stato scollegato su tutti i dispositivi per via di un contenuto importato automaticamente su un blog e da lì importato a sua volta su una pagina. Poco male, basta ricollegarsi: almeno così mi sono detto.

Peccato che nella mia istanza di Spotify sulla mia workstation Fedora il login via Facebook non funzionava: cliccando sull’apposito pulsante si apriva la finestra del login, ma purtroppo rimaneva nera. In questi casi su Linux si fa partire il programma da shell, e si cercano su Google gli eventuali messaggi di errore. Di solito riesco sempre a risolvere, ma in questo caso i criptici riferimenti alla GPU non mi hanno portato a nulla.

Come seconda cosa ho portato a termine l’avanzamento di versione di Fedora dalla 25 alla 26, supponendo che magari avrei scaricato anche una versione di Spotify per Fedora più aggiornata, ma così non è stato. Anzi, a dire il vero il touchpad del mio portatile Samsung ha smesso di funzionare, ma qui ho risolto installando il pacchetto xorg-x11-drv-synaptics-legacy. Va anche ricordato a questo punto che Spotify per Linux rilascia in maniera semi-ufficiale solamente una versione pacchettizzata per Ubuntu, quindi mi ritrovo

Così mi sono detto: bene, non mi loggo più con Facebook ma con il mio account Spotify. Peccato che io non ho un account Spotify: il mio account è stato creato con Facebook e non è possibile per me avere delle credenziali Spotify. Certo, avrei potuto disdire il mio abbonamento premium e creare un nuovo account Spotify, ma avrei perso anni di istruzioni date agli algoritmi di suggerimento. Ed io ci tengo parecchio ai miei gusti musicali.

Per un po’ di giorni sono andando avanti collegando un vecchio cellulare Android alle casse, ma non avevo la comodità di poter saltare le canzoni premendo un pulsante sulla tastiera. Oggi però mi sono intestardito, e ho pensato di schiantare la questione scaricandomi la versione di Spotify per Windows e lanciandola via Wine. Ma qui sono stato fermato da Spotify stesso, che mi ha intimato di non far partire l’installazione di Spotify con un account da amministratore. Ho desistito subito, ma sarebbe interessante capire come far partire un exe su Linux non come amministratore Windows, ma come utente normale.

Alla fine un ulteriore ricerca mi ha portato alla soluzione del mio problema: cercando semplicemente “spotify black screen” ho scoperto che è possibile far partire Spotify disabilitando l’accelerazione GPU:

spotify --disable-gpu

In pratica la finestrella di login che rimaneva nera non è altro che una finestra di Chromium, ed era quest’ultimo a cercare di utilizzare un’accelerazione GPU che nel mio portatile Samsung non c’è. Infatti una volta eseguito il login per le volte successive ho potuto fruire del mio abbonamento Spotify senza dover per forza inserire quell’opzione all’avvio.

P.S. se volete ammirare un capolavoro digitale e vivere allo stesso un momento di intensa nostalgia musicale date un’occhiata a Winamp ricreato con HTML5 e JS.




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