Una nuova casa per Quacos
mag3
Questo blog nato per gioco è diventato molto importante per me, e quindi ho deciso che meritava una sistemazione adeguata.
Questa mattina:
- Mi son svegliato, o bella ciao, bella ciao… ehm scusate mi sono confuso
- Ho acquistato il dominio quacos.com
- Ho predisposto uno spazio nel mio hosting
- Ho scaricato Wordpress per poi caricarlo. Per poter usare il mio hosting in attesa del redirect, ho inserito una entry nel file degli host
- Ho scelto un nuovo tema, che fosse semplice e carino come il precedente. Ho ristretto la scelta agli ultimi 10 inseriti su Wordpress
- Ho effettuato l’export delle categorie, degli articoli, dei tag e delle pagine dal pannello di Wordpress
- Ho aperto il file e mi sono spaventato: tutti le lettere accentate erano sballate! Ma non serve sostituirle: Wordpress riconosce la codifica.
- Ho provato a scaricare il file ma sforava i 2M di limite del mio hosting, un limite non modificabile con la funzione di PHP ini_set
- Ho rimosso tutti i commenti di spam (vabbè importare tutto, ma lo spam direi che non serve), ho rifatto l’export e ho importato sul nuovo hosting: tutto ok!
- Ho ricostruito l’elenco dei link, che tanto volevo aggiornare, e la colonna di destra
- Nel pannello di Wordpress, ho scelto quacos.com come dominio principale, e ho dato l’ultimo saluto al pannello
- Ho fatto puntare il dominio quacos.com ai DNS del mio hosting
Non pensavo fosse così facile!
Berlusconi, l'Italia e The Pirate Bay
ago5
La notizia l’ho letta su slyck.com, che riporta a sua volta il comunicato diretto dal blog del sito “The pirate bay”.
Se avete cliccato sul link verso “The pirate bay” e non funziona, è perché i provider italiani hanno ricevuto l’ordine di bloccare il traffico verso quel sito, il più grande tracker di BitTorrent al mondo e quindi il deposito di materiale pirata più grande e facilmente accessibile agli utenti.
Ma questa volta il biasimo non va verso le case discografiche: questo atto è stato letto dai gestori della baia come un tentativo di Berlusconi per limitare la libertà di opinione e rafforzare la sua “dittatura” di stampo fascista. Come mai lo stesso giudizio non è stato applicato anche a Sarkozy che aveva proposto addirittura di scollegare del tutto Internet a chi scaricava dai circuiti P2P?
Inoltre, il blocco è facilmente aggirabile, come spiega il blog: basta cambiare i propri DNS con quelli di OpenDNS, cosa che porta molti vantaggi peraltro. Ve li riporto qui i DNS da usare:
208.67.222.222
208.67.220.220
Ma nel frattempo The Pirate Bay ha adottato altri rimedi che permettono agli utenti più inesperti e pigri di aggirare il blocco… senza muovere un dito.
Se Berlusconi avesse voluto bloccare veramente The Pirate Bay, lo avrebbe fatto. La Cina insegna. E poi anche se The Pirate Bay si rivolge a noi come “amici italiani”, ci definisce anche come uno stato piccolo vittima di una dittatura. Ma il loro articolo ha gli stessi connotati di un discorso di un piccolo dittatore: abbiamo sempre vinto e vinceremo anche questa volta.
I commenti degli utenti aggiungono altri elementi di discussione: per colpa di una “stupida” legge elettorale, sono rimaste in parlamento solo le due grandi coalizioni. Ma non era quello che volevamo da 50 anni? Non è il sistema che hanno tutte le grandi nazioni? Lo stesso utente (fallingstones) afferma che la SIAE opera una strana ripartizione dei guadagni: ma non è la stessa cosa che fa la RIAA? Come anche qualche commentatore scrive, non è solo un problema italiano.
Invece, i gestori di The Pirate Bay vengono definiti miti ed eroi. Vorrei sapere quanti utenti di The Pirate Bay si collegano al sito per scaricare scottanti documenti politici e quanti si collegano per scaricare warez, moviez, gamez e quant’altro! Da quando scaricare materiale copiato illegalmente è diventato sinonimo di lotta contro la dittatura? Certamente la legge per il diritto d’autore è completamente sballata, ma scaricare senza pagare nulla rimarrà sempre sbagliato!
Morale della storia:
- Non ho bisogno di The Pirate Bay: ho già i miei miti e i miei eroi.
- Non sarò mai antiberlusconista, perché non porta da nessuna parte: nessun anti-qualcosa potrà essere mai costruttivo, perché è distruttivo per definizione. Se la sinistra non è stata in grado di proporre qualcosa di costruttivo per gli operai e di vincere le elezioni, non è colpa di Berlusconi. Ognuno ha il governo che si merita.
Modem UMTS Onda MDC502HS Ducati Corse su Ubuntu e OpenSUSE
lug37
La guida viene continuamente aggiornata grazie ai commenti ricevuti.

Installare questo modem su Ubuntu è un po' una sofferenza perché le istruzioni della Onda sono confuse, ma dopo 8 ore ne sono venuto a capo.
- Installare il pacchetto build-essential e gli header del kernel. Se il modem Ducati è la vostra unica speranza per accedere ad Internet, potete marcare i pacchetti da scaricare su Synaptic (che sono linux-headers-386 e build-essential), andare su “File -> Salva marcature come” e… recarvi da qualche buon anima con la lista dei pacchetti da scaricare.
- Nella cartella linuxdriveronda, che trovate nel CD di installazione o che potete scaricare dal web, c’è il modulo del driver da compilare, è sufficiente il comando make
- Installare il modulo con sudo sh install.sh
- Aggiungere due righe al file /etc/modprobe.d/blacklist (per chi usa OpenSUSE il file è /etc/modprobe.conf.local, fatte così:
blacklist ehci_hid blacklist cdc_acm
Assicurarsi che non ci sia la riga
blacklist usbserial
- Collegando il modem, esso viene rilevato come pen drive USB. Occorre smontarla e attendere che la luce del modem torni ad essere verde
- A questo punto è possibile far riconoscere il modem con sudo modprobe onda. Se tutto è andato per il verso giusto, vengono creati i device /dev/ttyUSB0, /dev/ttyUSB1 e /dev/ttyUSB2 (il manuale ne mette un altro, /dev/ttyUSB3)
- Provare la connessione mettendo questi parametri in /etc/wvdial.conf
[Dialer Defaults]
Phone = *99#
Username = onda
Password = onda
Stupid Mode = 1
Dial Command = ATDT
Modem = /dev/ttyUSB1
Baud = 115200
Init2 = ATZ
Init3 = ATQ0 V1 E1 S0=0 &C1 &D2 +FCLASS=0
ISDN = 0
Modem Type = Analog Modem
Auto DNS =off
Se il modem risulta occupato, scollegare e ricominciare dal punto 5.
Se riuscite a collegarvi col modem, non è detta che riusciate a navigare. Disattivate la modalità roaming del network manager che sovrascrive le nostre configurazioni. Con questi comandi si risolve la situazione:
sudo route del default
sudo route add default gw 10.64.64.64
In /etc/resolv.conf aggiungete il server DNS:
nameserver 212.216.112.112
Ecommerce, siti turistici. Programmatore PHP-MySQL freelance.
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