Una nuova casa per Quacos

20
mag
3

Questo blog nato per gioco è diventato molto importante per me, e quindi ho deciso che meritava una sistemazione adeguata.

Questa mattina:

  1. Mi son svegliato, o bella ciao, bella ciao… ehm scusate mi sono confuso
  2. Ho acquistato il dominio quacos.com
  3. Ho predisposto uno spazio nel mio hosting
  4. Ho scaricato Wordpress per poi caricarlo. Per poter usare il mio hosting in attesa del redirect, ho inserito una entry nel file degli host
  5. Ho scelto un nuovo tema, che fosse semplice e carino come il precedente. Ho ristretto la scelta agli ultimi 10 inseriti su Wordpress
  6. Ho effettuato l’export delle categorie, degli articoli, dei tag e delle pagine dal pannello di Wordpress
  7. Ho aperto il file e mi sono spaventato: tutti le lettere accentate erano sballate! Ma non serve sostituirle: Wordpress riconosce la codifica.
  8. Ho provato a scaricare il file ma sforava i 2M di limite del mio hosting, un limite non modificabile con la funzione di PHP ini_set
  9. Ho rimosso tutti i commenti di spam (vabbè importare tutto, ma lo spam direi che non serve), ho rifatto l’export e ho importato sul nuovo hosting: tutto ok!
  10. Ho ricostruito l’elenco dei link, che tanto volevo aggiornare, e la colonna di destra
  11. Nel pannello di Wordpress, ho scelto quacos.com come dominio principale, e ho dato l’ultimo saluto al pannello
  12. Ho fatto puntare il dominio quacos.com ai DNS del mio hosting

Non pensavo fosse così facile!

Berlusconi, l'Italia e The Pirate Bay

10
ago
5

La notizia l’ho letta su slyck.com, che riporta a sua volta il comunicato diretto dal blog del sito “The pirate bay”.

Se avete cliccato sul link verso “The pirate bay” e non funziona, è perché i provider italiani hanno ricevuto l’ordine di bloccare il traffico verso quel sito, il più grande tracker di BitTorrent al mondo e quindi il deposito di materiale pirata più grande e facilmente accessibile agli utenti.

Ma questa volta il biasimo non va verso le case discografiche: questo atto è stato letto dai gestori della baia come un tentativo di Berlusconi per limitare la libertà di opinione e rafforzare la sua “dittatura” di stampo fascista. Come mai lo stesso giudizio non è stato applicato anche a Sarkozy che aveva proposto addirittura di scollegare del tutto Internet a chi scaricava dai circuiti P2P?

Inoltre, il blocco è facilmente aggirabile, come spiega il blog: basta cambiare i propri DNS con quelli di OpenDNS, cosa che porta molti vantaggi peraltro. Ve li riporto qui i DNS da usare:

208.67.222.222
208.67.220.220

Ma nel frattempo The Pirate Bay ha adottato altri rimedi che permettono agli utenti più inesperti e pigri di aggirare il blocco… senza muovere un dito.

Se Berlusconi avesse voluto bloccare veramente The Pirate Bay, lo avrebbe fatto. La Cina insegna. E poi anche se The Pirate Bay si rivolge a noi come “amici italiani”, ci definisce anche come uno stato piccolo vittima di una dittatura. Ma il loro articolo ha gli stessi connotati di un discorso di un piccolo dittatore: abbiamo sempre vinto e vinceremo anche questa volta.

I commenti degli utenti aggiungono altri elementi di discussione: per colpa di una “stupida” legge elettorale, sono rimaste in parlamento solo le due grandi coalizioni. Ma non era quello che volevamo da 50 anni? Non è il sistema che hanno tutte le grandi nazioni? Lo stesso utente (fallingstones) afferma che la SIAE opera una strana ripartizione dei guadagni: ma non è la stessa cosa che fa la RIAA? Come anche qualche commentatore scrive, non è solo un problema italiano.

Invece, i gestori di The Pirate Bay vengono definiti miti ed eroi. Vorrei sapere quanti utenti di The Pirate Bay si collegano al sito per scaricare scottanti documenti politici e quanti si collegano per scaricare warez, moviez, gamez e quant’altro! Da quando scaricare materiale copiato illegalmente è diventato sinonimo di lotta contro la dittatura? Certamente la legge per il diritto d’autore è completamente sballata, ma scaricare senza pagare nulla rimarrà sempre sbagliato!

Morale della storia:

  1. Non ho bisogno di The Pirate Bay: ho già i miei miti e i miei eroi.
  2. Non sarò mai antiberlusconista, perché non porta da nessuna parte: nessun anti-qualcosa potrà essere mai costruttivo, perché è distruttivo per definizione. Se la sinistra non è stata in grado di proporre qualcosa di costruttivo per gli operai e di vincere le elezioni, non è colpa di Berlusconi. Ognuno ha il governo che si merita.

Modem UMTS Onda MDC502HS Ducati Corse su Ubuntu e OpenSUSE

22
lug
37

La guida viene continuamente aggiornata grazie ai commenti ricevuti.

Installare questo modem su Ubuntu è un po' una sofferenza perché le istruzioni della Onda sono confuse, ma dopo 8 ore ne sono venuto a capo.

  1. Installare il pacchetto build-essential e gli header del kernel. Se il modem Ducati è la vostra unica speranza per accedere ad Internet, potete marcare i pacchetti da scaricare su Synaptic (che sono linux-headers-386 e build-essential), andare su “File -> Salva marcature come” e… recarvi da qualche buon anima con la lista dei pacchetti da scaricare.
  2. Nella cartella linuxdriveronda, che trovate nel CD di installazione o che potete scaricare dal web, c’è il modulo del driver da compilare, è sufficiente il comando make
  3. Installare il modulo con sudo sh install.sh
  4. Aggiungere due righe al file /etc/modprobe.d/blacklist (per chi usa OpenSUSE il file è /etc/modprobe.conf.local, fatte così:
    blacklist ehci_hid
    blacklist cdc_acm

    Assicurarsi che non ci sia la riga

    blacklist usbserial
  5. Collegando il modem, esso viene rilevato come pen drive USB. Occorre smontarla e attendere che la luce del modem torni ad essere verde
  6. A questo punto è possibile far riconoscere il modem con sudo modprobe onda. Se tutto è andato per il verso giusto, vengono creati i device /dev/ttyUSB0, /dev/ttyUSB1 e /dev/ttyUSB2 (il manuale ne mette un altro, /dev/ttyUSB3)
  7. Provare la connessione mettendo questi parametri in /etc/wvdial.conf

[Dialer Defaults]
Phone = *99#
Username = onda
Password = onda
Stupid Mode = 1
Dial Command = ATDT
Modem = /dev/ttyUSB1
Baud = 115200
Init2 = ATZ
Init3 = ATQ0 V1 E1 S0=0 &C1 &D2 +FCLASS=0
ISDN = 0
Modem Type = Analog Modem
Auto DNS =off

Se il modem risulta occupato, scollegare e ricominciare dal punto 5.

Se riuscite a collegarvi col modem, non è detta che riusciate a navigare. Disattivate la modalità roaming del network manager che sovrascrive le nostre configurazioni. Con questi comandi si risolve la situazione:

sudo route del default
sudo route add default gw 10.64.64.64

In /etc/resolv.conf aggiungete il server DNS:

nameserver 212.216.112.112