E’ nato mio figlio!

3
giu
1

Alle 11:50 del 31 maggio presso l’ospedale di Urbino è venuto alla luce grazie soprattutto a mia moglie Lorena nostro figlio Samuele Cappellini. Non sto più nella pelle dalla gioia, questa piccola creatura mi ispira tanta forza. I primi giorni di vita li ha passati in terapia intensiva neonatale a Cesena visto che ha bevuto un po’ di liquido amniotico, affinché fosse sotto stretto controllo, ma grazie a Dio ora il papino, la mammina e il piccolo sono insieme sotto il tetto di casa loro. Sì, perché lunedì io mi trovavo a casa, mia moglie era ad Urbino e mio figlio a Cesena. Mi sono alzato dal letto e mi son detto: andiamo a riunire la mia famiglia. :D

La mia famiglia cresce...

La mia famiglia cresce...

Complimenti Samuele, sei nato proprio il giorno di Pentecoste! Un giorno importante anche per lo sport, con il Gran Premio di MotoGP al Mugello, l’ultima giornata della serie A e l’ultima tappa del Giro d’Italia. Sfogliando Wikipedia scopro che festeggerai il compleanno insieme agli attori Clint Eastwood e Colin Farrell, all’ex pilota di Formula 1 Andrea de Cesaris, al calciatore della Sampdoria Claudio Bellucci. Coincidenze con l’informatica per ora non riesco a trovarne, a parte la nascita di Bing, il motore di ricerca rivisto da Microsoft, svelato però il 1° giugno.

Chiaramente il mio lavoro subirà qualche rallentamento, ma sono sicuro che nelle prossime settimane la responsabilità di padre mi darà degli ottimi stimoli.

Lavorare da casa seriamente

21
ott
1

Svolgendo il mio lavoro di web developer da casa, sono soggetto a frequenti interruzioni, per non parlare di mezze giornate perse. Questo si traduce in frustrazione e diminuzione delle entrate, e ad un certo punto il familiare che interrompe si sente pure giustificato, e a questo punto esistono tre soluzioni:

  1. Cambiare lavoro
  2. Portare il lavoro fuori dalle mure domestiche
  3. Stabilire delle regole per sè stessi e per i familiari

La prima soluzione significa sconfitta e rinuncia dei propri sogni: decisamente inadatta! Affittare un ufficio porta sicuramente dei vantaggi a livello di immagine, ed è un passo che prima o poi va fatto, ma non frettolosamente, anche perché agli inizi bisogna chiedere un prestito.

In questo momento io sto praticando la terza via, e oggi mi è stato di grande aiuto un articolo di A list apart (link in fondo all’articolo), e così oggi scrivo le mie regole definitive per lavorare da casa seriamente.

  • Accettare con serenità gli imprevisti che infrangeranno le seguenti regole
  • Comunicare ai propri familiari gli orari in cui non si desidera essere disturbati, tranne ovviamente che per delle emergenze.

[Sembra incredibile ma il concetto che una persona ha di "emergenza" cambia di giorno in giorno! La stessa persona che il giorno prima ti chiama a gran voce per chiederti se vuoi mangiare spaghetti o rigatoni (pensando di fare un favore), è capace il giorno dopo di sforzarsi fino allo spasimo per aprire un barattolo pur di non disturbare.]

  • Comunicare ai propri familiari l’ora in cui possiamo dedicare loro attenzione.
  • Pianificare le pause: una passeggiata, un videogioco, un giro su Facebook, il caffè, un lavoretto da fare per la casa

[E' opportuno spiegare ai familiari che le pause sono necessarie, onde evitare scenate del tipo "Ah, così mentre io mi ammazzo a pulire per non disturbarti tu non lavori!".]

  • Puntare la sveglia e iniziare la giornata con una buona colazione e un momento di dialogo con i familiari.

[Io e mia moglie ogni mattina leggiamo un libro di meditazioni sulla Bibbia.]

  • Alla sera il computer deve essere spento
  • Lavorare 40 ore alla settimana, utilizzando eventualmente anche parte del weekend per recuperare le interruzioni impreviste
  • Essere assolutamente disponibili per i clienti durante le ore lavorative, ma rifiutare ogni contatto durante le ore libere: questo significa numeri di cellulare e account di Instant Messaging separati
  • Munirsi di casella postale per non rivelare ai clienti il proprio indirizzo di casa.

Una regola tutta mia: ascoltare durante il lavoro un’ottima selezione di musica.

Si veda l’articolo originale di A List Apart