Rischi

3
nov
1

Freedom!Ridendo si rischia di passare per pazzi.
Piangendo si rischia di passare per dei sentimentalisti.
Avvicinandosi agli altri si rischia un coinvolgimento.
Esponendo i sentimenti si rischia di esporre la vera personalità.
Proponendo le proprie idee e i propri sogni alla gente si rischia di perderli.
Amando si rischia di non essere amati.
Vivendo si rischia di morire.
Sperando si rischia di disperare.
Tentando si rischia di fallire.

Ma bisogna prendersi dei rischi,
perché il più grande azzardo nella vita è non fare niente.

La persona che non rischia nulla
non fa nulla, non ha nulla, è nulla.

Magari evitano di soffrire e di essere triste,
ma non possono imparare, sentire, cambiare, crescere, amare, vivere.

Incatenati dalle loro attitudini, sono schiavi,
hanno messo da parte la loro libertà.

Solo la persona che rischia può essere libera.

Fonte: http://www.iamthewitness.com/Risks.html attraverso StumbleUpon

12 insegnamenti di Gesù che potrebbero cambiare il mondo – se solo i cristiani li mettessero in pratica

21
mar
3

[quella che segue è la traduzione di un articolo originariamente pubblicato in inglese sul blog Cerulean Sanctum, da me tradotto con permesso dell'autore]

Quando ho iniziato a scrivere questo articolo, ero intenzionato a cercare dodici versetti della Bibbia che i cristiani dell’Occidente in pratica ignorano, seppur concordando con essi mentalmente. Ma sono rimasto impressionato perché ne ho trovati molti di più semplicemente ignorati.

Così ho ristretto il campo. In seguito, ho individuato 12 insegnamenti di Gesù dal solo Vangelo di Matteo. E’ triste che in un solo libro della Bibbia io abbia trovato così tanti versetti più o meno ignorati dagli evangelici, ma eccoli qua. Forse se ci dedicassimo più seriamente alle Scritture passeremmo più tempo a metterli in pratica piuttosto che a coltivare il nostro orticello.

Riorganizzazione per il sito della WebLogiX

9
ott
0

Non pretendo che le cose vadano sempre come dico io, ma a volte mi fa piacere, come in questi giorni. Sto acquisendo nuovi clienti, cercando di privilegiare chi mi lascia più tranquillità per lavorare, e gli impegni familiari mi hanno lasciato libero per un po’. Così ho iniziato a riscuotere i soldini per i lavori già fatti, ne ho presi di nuovi e oggi ho riorganizzato il sito della ditta! Wow! Beh, dal punto di vista grafico siamo sempre lì, ma quello che conta per me è la logica.
:D

Oltre ad aggiornare (ovviamente) il portfolio, nel secondo blocco dell’home page di volta in volta dedicherò tutto lo spazio all’ultimo sito su cui ho messo le mani, in questo caso quello del ristorantino “Gradisca” a Cattolica (dove io e mia moglie abbiamo festeggiato un anno di matrimonio mangiando ottimi crostini in un’atmosfera molto intima). Mi manca solo da mettere una colonna a sinistra con gli aggiornamenti via RSS dal mio account su Plurk (che oggi fra l’altro ha sofferto della sindrome di Twitter, cioè non funzionava), da posizionare tra il menù del sito e gli aggiornamenti dalla categoria “Informatica” di questo blog.

Berlusconi, l'Italia e The Pirate Bay

10
ago
5

La notizia l’ho letta su slyck.com, che riporta a sua volta il comunicato diretto dal blog del sito “The pirate bay”.

Se avete cliccato sul link verso “The pirate bay” e non funziona, è perché i provider italiani hanno ricevuto l’ordine di bloccare il traffico verso quel sito, il più grande tracker di BitTorrent al mondo e quindi il deposito di materiale pirata più grande e facilmente accessibile agli utenti.

Ma questa volta il biasimo non va verso le case discografiche: questo atto è stato letto dai gestori della baia come un tentativo di Berlusconi per limitare la libertà di opinione e rafforzare la sua “dittatura” di stampo fascista. Come mai lo stesso giudizio non è stato applicato anche a Sarkozy che aveva proposto addirittura di scollegare del tutto Internet a chi scaricava dai circuiti P2P?

Inoltre, il blocco è facilmente aggirabile, come spiega il blog: basta cambiare i propri DNS con quelli di OpenDNS, cosa che porta molti vantaggi peraltro. Ve li riporto qui i DNS da usare:

208.67.222.222
208.67.220.220

Ma nel frattempo The Pirate Bay ha adottato altri rimedi che permettono agli utenti più inesperti e pigri di aggirare il blocco… senza muovere un dito.

Se Berlusconi avesse voluto bloccare veramente The Pirate Bay, lo avrebbe fatto. La Cina insegna. E poi anche se The Pirate Bay si rivolge a noi come “amici italiani”, ci definisce anche come uno stato piccolo vittima di una dittatura. Ma il loro articolo ha gli stessi connotati di un discorso di un piccolo dittatore: abbiamo sempre vinto e vinceremo anche questa volta.

I commenti degli utenti aggiungono altri elementi di discussione: per colpa di una “stupida” legge elettorale, sono rimaste in parlamento solo le due grandi coalizioni. Ma non era quello che volevamo da 50 anni? Non è il sistema che hanno tutte le grandi nazioni? Lo stesso utente (fallingstones) afferma che la SIAE opera una strana ripartizione dei guadagni: ma non è la stessa cosa che fa la RIAA? Come anche qualche commentatore scrive, non è solo un problema italiano.

Invece, i gestori di The Pirate Bay vengono definiti miti ed eroi. Vorrei sapere quanti utenti di The Pirate Bay si collegano al sito per scaricare scottanti documenti politici e quanti si collegano per scaricare warez, moviez, gamez e quant’altro! Da quando scaricare materiale copiato illegalmente è diventato sinonimo di lotta contro la dittatura? Certamente la legge per il diritto d’autore è completamente sballata, ma scaricare senza pagare nulla rimarrà sempre sbagliato!

Morale della storia:

  1. Non ho bisogno di The Pirate Bay: ho già i miei miti e i miei eroi.
  2. Non sarò mai antiberlusconista, perché non porta da nessuna parte: nessun anti-qualcosa potrà essere mai costruttivo, perché è distruttivo per definizione. Se la sinistra non è stata in grado di proporre qualcosa di costruttivo per gli operai e di vincere le elezioni, non è colpa di Berlusconi. Ognuno ha il governo che si merita.