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I prodotti Apple me li sogno

Questa mattina sono passato da Vanny di Rosso Zingone, e appena mi ha visto mi ha messo tra le mani un’iPad. “Perfetto“, ho pensato, “ora posso farne finalmente una recensione da mettere nel blog.

Avevo due curiosità in particolare:

  1. Vedere se effettivamente l’iPad dondolasse per colpa del suo didietro rotondeggiante
  2. Valutare la sua facilità d’uso

La prima curiosità è stata subito smentita: chissà dove l’avrò letta. E’ un oggetto con una superficie molto gradevole, più leggero di quello che avevo in mente. Ma non intuitivo. Senza l’aiuto del suo proprietario non sarei riuscito nè a sbloccarlo, nè ad uscire da Safari. La resa dei siti è ottima, la tastiera touch-screen non è romantica come la mia IBM ma sono riuscito a scrivere senza troppi errori. Poi mi sono accorto che non c’era l’apostrofo…

Questo iPad è un qualcosa che sembra avere un enorme potenziale, ma ancora non ho capito a cosa potrebbe servirmi. Ci si legge la Gazzetta gratis, d’accordo. Io avevo pensato che potesse essere il computer giusto (ha un processore e una RAM, quindi bene o male è un computer) per introdurre un anziano nel mondo del web, ma non ne sono più tanto convinto.

32/365Di sicuro l’Apple non ha bisogno di carità, ma vedo un esodo di massa di amici e clienti verso i prodotti della mela e inizio a sentirmi circondato. La notte scorsa addirittura ho sognato che volevo comprare un MacBook, e dato che non avevo soldi (come nella realtà) chiedevo a mia madre di regalarmelo (cosa che nella realtà non farei mai). Forse sono rimasto vittima di qualche pubblicità subliminale.  Forse potrei comprarmi un iPhone GS3 – pardon, un iPad mini che telefona – approfittando della svalutazione legata all’uscita del 4, visto che l’atteso ingrandimento dello schermo non c’è stato. Ma non lo sentirei mai come “mio”. Forse è meglio un telefonino con Android. Di cellulari non ho mai voluto capire nulla. Ora sono sempre rintracciabile, e non posso permettermi di tenerlo spento: lavorando con il web devo essere sempre reperibile. Condivido l’opinione di Linus Torvalds, che infatti a suo tempo scelse un Nexus. Forse potrei fidarmi di lui e aspettare che sia disponibile.

Caspita, tutti questi “forse” mi fanno capire che sto finalmente diventando saggio. Non avere soldi a palate aiuta parecchio in questa direzione.




5 thoughts on “I prodotti Apple me li sogno”

  1. >> Questo iPad è un qualcosa che sembra avere un enorme potenziale, ma ancora non ho capito a cosa potrebbe servirmi.

    E’ tutto per me. Grazie.

  2. Piccoli appunti:
    il sito della Gazzetta è gratuito se visto in wi-fi. Se visto con connessione 3g richiede abbonamento (su iPhone è già così, non so se su iPad devono ancora adattare al browser).

    Mi permetto di correggerti sul fatto dell’intuitivo: secondo me è semplicissimo da usare. Il primo scoglio è, per l’appunto, quello che citi tu (uscire dalle applicazioni usando l’unico tasto “fisico”.

    Riguardo l’esodo verso i prodotti Apple, purtroppo ormai è più una moda che un reale bisogno o una fruizione per intero. Speriamo che passi presto alla gente la voglia di spendere tanti soldi per cose che non usa per neanche un decimo delle reali potenzialità.

    In ultimo, riflettevi sull’andare su Android. Ti comunico che è in corso di sviluppo il porting di Android per iPhone (di cui parlo nel mio blog), quindi consiglierei di aspettare per l’acquisto. Spendere 500 euro per un Nexus One (per quanto carino sia), penso sia sbagliato rispetto all’occasione di comprare un iPhone e poter fruire sia dell’iOS (la vera perla, in un certo senso di quel telefono) e Android con una semplice scelta al boot.

    Saluti.

  3. Ciao Giova! Non volevo dire che fosse difficile da usare, ma che c’è uno scalino iniziale non indifferente. Prendi per esempio un cellulare: se ha la tastiera bloccata, ti indica quale combinazione di tasti occorre per sbloccarlo. Perché invece l’iPad non indica con un’animazione che bisogna far scivolare l’interrutore? Per quello che riguarda il Nexus, avendo partita IVA non ho problemi. Ma non ho intenzione di fare pazzie per il momento.

    Del resto, vedo che negli ultimi giorni ti sei dato parecchio da fare 🙂

  4. Sono d’accordo, solo in parte però.
    Come dici tu, non c’è una animazione che indichi esattamente il passaggio da fare per sbloccare l’iPad (o iPhone/iPod). Va detto però che c’è una frecciona che indica la direzione in cui va trascinata e una chiara scritta “sblocca” illuminata ad intervalli regolari (non è una vera e propria animazione in senso motorio, ma lo è in senso di illustrazione), che richiama l’attenzione.

    Insomma, sullo scalino iniziale concordo con te, sul fatto che sia “non indifferente”, beh, ho un punto di vista diverso. 😉

    Tempo fa (credo 2-3 mesi) ricordo di aver letto in una lettera al direttore su “Wired” di un lettore che raccontava del rapporto che sua nonna aveva con la tecnologia. In breve, questa nonna si impegnava e, nonostante l’età, aveva imparato persino ad inviare sms (senza T9, brevi e senza punteggiatura – ma come passo mi sembra significativo). Questo lettore aveva un iPhone e lo aveva mostrato proprio a sua nonna. Dopo avergli mostrato come questo si sbloccava, il fatto di avere un interfaccia costruita ad “interazione” (ovvero toccare direttamente ciò che si vuole mimando gesti diretti, senza passare per tastiera o mouse) rendeva il device facilmente utilizzabile e anche lei riusciva a capire come funzionasse, senza bisogno di istruzioni.
    In un certo senso, credo che il fatto di avere uno sblocco manuale con trascinamento, oltre ad eliminare un ulteriore tasto fisico ed evitare sblocchi involontari, porta subito ad avere feeling con l’interfaccia e a capire in breve come funziona.

    L’idea alla base dell’iOS (e del futuro Chrome OS) è una che avevo avuto tempo fa – e su cui Apple e Google mi hanno anticipato per la realizzazione – ed è sintetizzata in questo post (http://gioggi2002.tumblr.com/post/389085064/dannazione-sapevo-che-non-avrei-finito-lo-sviluppo-in). Quella è la vera rivoluzione delle interfacce e dei futuri sistemi operativi, ed è lì che dovremo concentrarci, credo. In tutto questo, per abituare l’utente al nuovo cambiamento, anche uno sforzo per capire come si sblocca il device può essere un’adeguata “palestra”. In questo modo tutto il resto verrà da sè.

    Per il Nexus One, consiglierei di aspettare il prossimo successore, se ci sarà. La vedo molto come una piattaforma “di rodaggio”. L’iPhone 4 è invece molto interessante. Il suo problema, paradossalmente, è che è un iPhone, nel bene e nel male.

    Saluti. 🙂

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