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Volete che vi parli di donne? Io ne so qualcosa. Mia madre per esempio è una donna, come peraltro anche mia moglie. Voilà, sono un esperto di psicologia femminile, secondo gli standard dei nostri tempi.

Scherzi a parte, io mi sono interessato da sempre alla mente delle donne, ancora prima di interessarmi alla loro anatomia: ho dato il mio primo bacio a 23 anni, mentre la “prima volta” è arrivata a 25, che non è esattamente in linea con la media. Siccome avevo capito che non era difficile avere il corpo di una donna per una notte, io ero attratto da un sfida più impegnativa: la mente, appunto. Qualcuno disse giustamente: “quella” ce l’hanno tutte, quindi conviene cercarne una intelligente, ironica, brillante.

In casa ho avuto l’esempio di mia madre, che si è fatta valere e rispettare in tanti settori: assicurazioni, manifattura, cucina, sartoria, agricoltura. Soprattutto avrà sempre il mio rispetto per avere seguito ed assistito mio padre nei problemi di salute che hanno afflitto gli ultimi anno della sua vita. La sua gestione delle finanze mi ha permesso di diventare un piccolo borghese, mentre i miei genitori erano contadini e operai. Quindi auguri alla mia mamma Rosina, anche se a volte è una gran rompiscatole 😀

Nella vita però ho incontrato un sacco di altre donne che mi hanno affascinato, e per i motivi che ho spiegati prima il mio primo approccio è sempre stato quello dell’amicizia. Perdonatemi se faccio un nome quasi sacro, ma il mio modello di riferimento è Mastroianni; desideravo ardentemente che la donna destinata a diventare la mia dolce metà rimanesse conquistata dal mio essere amico. La cosiddetta friendzone, che per molti è un vicolo cieco, per me è solo un passaggio per qualcosa di più importante. Tuttavia ci sono donne che saranno per sempre mie amiche e a cui oggi ho mandato gli auguri.

Seguendo il filo della mia vita, arriviamo ad Elisa Falconi, con cui ho passato l’infanzia. Abbiamo pure una lontana parentela, ma al di là di un pezzo di DNA c’è appunto un’amicizia pluridecennale. Mi basta parlare 5 minuti con lei e subito mi ricollego alle mie radici. Oggi Elisa è un’attrice di teatro e vive in Francia.

All’università poi conobbi “the woman know on Facebook as Pina Sinalefe“, una donna che tiene alta la tradizione di Ada Lovelace. Con lei abbiamo anche condiviso un percorso lavorativo nel 2011 in cui non è mai mancato il reciproco sostegno. Oggi la mia amica sviluppa software in Rails a Monaco di Baviera.

Nel 2005 ho trascorso un’estate con “Yuki”, disegnatrice di fumetti e cartoni animati. Questa è una parte della mia vita che ho gestito male e in realtà al momento l’amicizia è sepolta, ma mi piace ricordarla in questa sede perché anche lei si è realizzata andando a vivere in Giappone.

Sono ancora tante le donne straordinarie con cui ho condiviso studio e lavoro, ma a questo punto non resisto più: devo parlarvi di mia moglie Lorena Governa, che è unica ma racchiude in sè tutte le donne che potrei mai desiderare.

Lorena non ha avuto una vita facile. Figlia di siciliani costretti ad emigrare da una terra stupenda per la mancanza del lavoro ha passato un periodo significativo della sua vita in Toscana, dove a 16 dovette affrontare una malattia importante che poteva togliergli l’uso delle mani. Poi il trasferimento in Romagna, dov’è l’ho conosciuta. Siamo stati solo amici per un mese, quello dei mondiali di calcio vinti dall’Italia in Germania nel 2006. Come la nazionale di Lippi i nostri sentimenti sono cresciuti di incontro in incontro e assieme alla vittoria è sbocciato il nostro amore.

Insieme abbiamo affrontato il matrimonio, i traslochi, la nascita di Samuele, la depressione post-partum, i lutti. Sapevo che in lei c’era un grande potenziale e tante volte mi arrabbiavo con lei perché la vedevo persa in problemi che non le appartenevano.

Finalmente due anni fa Lorena ha trovato la sua realizzazione in FM Group e nella vendita diretta e oggi è a Milano ad un incontro della sua azienda. Però poi stasera lei torna, e questa è la differenza più importante per me.

Auguri, amiche della vita.

Photo credits: The Carandini ladies, one of Australia’s first opera performing families, ca. 1875 / photographer Charles Hewitt (attributed)




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