Schettino e i marò, Schettino e i marò everywhere

Domenica ho avuto modo di vedere un film dopo tanto tempo, e chi mi conosce sa chi i film sono fonte di ispirazione essenziale per questo blog. Non è stata una cosa programmata come mi capitava quando vivevo ancora dai miei e scaricavo compulsivamente film da eMule godendo del collegamento tramite ADSL; è stato possibile grazie a Canale 5 che ha ritrasmesso “Il marchese del grillo” con Alberto Sordi in un momento in cui gli elementi della famiglia formata dormivano.

Di questo film me ne parlava tanti anni fa un mio amico che, fra le altre cose, mi ha fatto scoprire i Toto, Billy Joel e John Denver (come avrete capito questo mio amico ha qualche anno più di me). Un mio parente invece mi raccontava di un dj che nel tempo libero, invece di ascoltarsi musica, che per lui valeva come lavoro, si ascoltava proprio questo film.

Tra le battute che più mi hanno colpito c’è questa, che praticamente è meta-ironia:

Invece a livello di scene una menzione se la merita quella del processo al giudeo, in cui il marchese dimostra che con una sufficiente quantità di denaro qualsiasi giudizio può essere pervertito, anche il più lampante. Pensate che nell’era dell’Information Technology la giustizia funzioni meglio?

Prendiamo ad esempio la miriade di processi affrontati da Berlusconi, dai quali nella stragrande maggioranza dei casi è uscita la sentenza di assoluzione: tanto vale smettere di processarlo. La riapertura del caso Yara Gambirasio è notizia vecchia, ma la superficialità con cui venne archiviato il caso di Pantani nel 2004 invece riempie le pagine della Gazzetta da lunedì. Potrei parlare di Bernie Ecclestone, visto che la Formula 1 è da sempre la mia passione: con 100 milioni ha evitato un processo riguardante una tangente da 44 milioni.

Ma io ho un’idea migliore, che risolverebbe altri due casi di giustizia e costringerebbe la gente a trovare nuovi argomenti: mandiamo Schettino a riprendere in India i marò. Chi è d’accordo, raga?

 




One thought on “Schettino e i marò, Schettino e i marò everywhere”

  1. In effetti la giustizia non funziona per niente bene. Le pene non sono precise e con una scusa od un altra, come l’infermità mentale, chi commette atti gravissimi ha pene ridicole e chi compie reati molto meno gravi ha pene durissime, come Fabrizio Corona, che se pure reo di entrare in carcere, non merita di fare una pena degna di un assassino.
    Altra cosa chi può permettersi avvocati costosissimi o agganci politici, la spunta comunque anche nei casi peggiori, a dispetto di chi non può permettersi queste cose.
    Voglio lanciare una provocazione, chi denuncerebbe sulla strada il proprietario di un Ferrari nuovo per un’ infrazione? Sicuramente si denuncerebbe chi va su una panda.

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