I circuiti che la Formula 1 vorrebbe dimenticare

Chi segue le telecronache dei Gran Premi, sa bene che piste come Monza, Montecarlo o Silverstone sono degli appuntamenti praticamente fissi nel calendario del campionato del mondo. Tuttavia la storia della Formula 1 annovera anche tracciati che hanno visto sfrecciare i bolidi in una sola occasione, per non rivederli mai più. Sono circuiti di cui nessuno sente la mancanza, ma su cui comunque c’è stata competizione, ed ecco perché dobbiamo rinnovarne il ricordo.

Circuito di Ain-Diab

2413Prendi un rettangolo, trattalo male: ecco il teorema alla base di questa pista teatro della sfida decisiva per il mondiale di Formula 1 del 1958, vinto da Hawtorn su Ferrari a discapito di Stirling Moss su Vanwall. Ci troviamo a Casablanca e come si può immaginare, la sabbia non manca; e infatti sembra che proprio a causa di essa avvenne il grippaggio del motore di Lewis-Evans, il quale morirà pochi giorni dopo in ospedale per le ustioni riportante nell’incidente. Prima e ultima edizione del Gran Premio del Marocco nel mondiale di Formula 1.

Circuito dell’AVUS

1000px-Circuit_AVUS.svgDue pezzi di autostrada raccordati da un tornante e da un curva parabolica dalla pendenza micidiale: ecco fatto un circuito. Il Gran Premio di Germania del 1959 si svolse qui, ed è paradossale pensare che in quell’anno venne scelta questa pista semplicissima rispetto al Nurburgring, che presenta ogni sorta di curve. A rendere ancora più unico questo evento, ci fu il fatto che la gara venne divisa in due manche, e alla fine fu tripletta Ferrari, con Tony Brooks, Dan Gurney e Phil Hill. In un evento di supporto, morì il pilota francese Jean Behra. All’AVUS la Formula 1 fece tappa solo in quell’occasione, ma la pista venne utilizzata fino al 1998, soprattutto dal campionato turismo tedesco.

Circuito Bugatti

Circuit-le-Mans-Bugatti-plan_zoomLa 24 ore di Le Mans non ha bisogno di presentazioni, ed era già leggenda nel 1967, quando qualcuno pensò che fosse ormai arrivato il tempo di unire in matrimonio questa sede con la Formula 1 per il Gran Premio di Francia. I piloti si ritrovarono però a compiere 80 giri in un tracciato secondario che era addirittura più corto del solo rettilineo della Mulsanne che caratterizzava la pista di Le Mans. Denny Hulme, che vincerà quel campionato mondiale, lo definì senza mese misure una pista degna di Topolino, e alla fine questo circuito non venne neppure incluso nel videogioco “Grand Prix Legends”, ambientato proprio nel 1967: lo sfregio più totale. Tuttavia i tempi cambiano, e questa pista è sede tutt’oggi del Gran Premio di Francia del motomondiale, e forse sarebbe interessante anche per la Formula 1.

Circuito di Monsanto

Circuit_MonsantoUn Gran Premio di Formula 1 a Lisbona il 23 agosto: che pessima idea. La garà terminò al tramonto con la vittoria di Stirling Moss (un vero specialista di questi circuiti dimenticati) proprio perché la partenza venne collocata in un orario con una temperatura più favorevole. Un circuito cittadino è già insidioso di per sè: se poi aggiungiamo anche diverse superfici stradali e le rotaie del tram otteniamo qualcosa di diabolico. Il Gran Premio del Portogallo si svolse qui solo nel 1959, per poi tornare in calendario negli anni ’80 grazie all’Estoril.




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