E ti ricordo ancora

C’erano due sport in particolare che piacevano tanto a mio padre: l’automobilismo e il ciclismo. Per esempio a lui il calcio interessava poco, giocava giusto la schedina e guardava le partite della Nazionale. Però quando viveva a Zurigo andava sempre a vedere la 6 giorni al velodromo. Ecco, proprio dal ciclismo vorrei prendere in prestito un’immagine, quella dell’atleta che lascia la strada al compagno in maniera tale che quest’ultimo possa dargli il cambio.

18/02/2015 - Prima Giornata Campionati del Mondo - Velodromo San Quentin - Parigi (Fra) - Pista - nella foto: il quartetto italiano impegnato nell'inseguimento a squadre © Eder Garces - Federacion Colombiana de Ciclismo //Riccardo Scanferla
18/02/2015 – Prima Giornata Campionati del Mondo – Velodromo San Quentin – Parigi (Fra) – Pista –
nella foto: il quartetto italiano impegnato nell’inseguimento a squadre
© Eder Garces – Federacion Colombiana de Ciclismo //Riccardo Scanferla

All’improvviso ti ritrovi a dover essere tu quello che dà il ritmo e crea la scia per i compagni, e questa è la situazione in cui mi sono trovato 6 anni fa, proprio il 16 novembre. Non potevo chiedere un ulteriore sforzo a mio padre, era arrivato il momento in cui dovevo essere io il padre.

Per chi non ha conosciuto Cappellini Francesco, ecco un video che ho preparato questa mattina con ffmpeg, in cui io ho l’età che ha oggi mio figlio Samuele. Ed ero curioso e insistente proprio come è lui ora, ed avevo un babbo che mi lasciava fare tutto, come ce l’ha lui ora (la telecamera che mi ha lasciato usare pesava più di 2kg).




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