A quale sesso appartiene la tua carriera da freelance?

Forse questo articolo solleverà qualche polemica, forse ti farai una certa opinione di me. Io cercherò di fare quello che faccio sempre con questo blog: condivisione di esperienza di vita.

Ho iniziato la mia attività professionale di programmatore su piattaforma LAMP da casa, e per quanto mi sia applicato affinché la cosa funzionasse, alla fine ho ritenuto opportuno aprirmi un ufficio. Quando non avevo una sede, ero io a dover cercare di entrare in quelle dei clienti. Oggi invece valuto molto attentamente se valga la pena di andare a conoscere certi clienti, e mi lascio desiderare. Addirittura oggi un paio di persone mi hanno chiesto via Whatsapp e Facebook l’ora in cui desideravo essere chiamato.

Adesso io non vorrei scadere in luoghi comuni, ma credo di aver cambiato… sesso, almeno professionalmente parlando. Una volta qualsiasi cliente andava bene ed ero sempre alla ricerca, oggi invece posso permettermi di rifiutare chi non vuole pagare oppure chi pensa di comprare con i soldi anche la mia vita. Paradossalmente però questo atteggiamento attira sempre più clienti, che preferiscono avere a che fare con un freelance che si appassiona alla loro realtà, piuttosto che con uno che pensa solo alla pagnotta.

Insomma, sono nato maschio e morirò femmina, come le orate 😀 Per fortuna che tutto ciò si compensa grazie al fatto che mia moglie è ancora agli inizi di questo processo 😉

Quello che voglio dire veramente però è che non puoi aspettare di avere abbastanza ammiratori prima di abbandonare i tuoi panni da disperato e “morto di cliente”. Prima decidi di cambiare il tuo orientamento e meglio è.

Guardarsi allo specchio tutto il giorno è da narcisisti, ma uscire di casa senza averlo fatto è da sciattoni: ogni tanto fallo un po’ di egosurfing, e vedi cosa salta fuori: stai tranquillo che come tu vai su Google per scoprire qualcosa su qualcuno anche gli altri fanno la stessa cosa.

Nel mio caso, al primo posto c’è una pagina Wikipedia di un mio quasi omonimo, poi seguono i profili Facebook e LinkedIn, solo successivamente il mio sito professionale  e quello professionale che stai leggendo ora. La prima pagina di risultati si chiude con Pagine Bianche, Pagine Gialle, Google Plus, Slideshare e Twitter. Ho il controllo di 7 risultati su 10, sono soddisfatto dell’immagine che ho creato.

Non ho smesso di cercare clienti, ho solo fatto in modo che siano loro a trovare me. Tu sei un libero professionista? Ti sei mai chiesto se con i clienti ti rapporti da “maschio” o da “femmina”?

MirrorPhoto credits: mirror




2 thoughts on “A quale sesso appartiene la tua carriera da freelance?”

  1. Bell’ articolo, il paragone è riuscito.
    Certamente essere trovati è la chiave di tutto, come un negozio in centro fa 100 clienti in periferia dove non abita nessuno, ne farebbe 2 o 3.
    Vero anche il fatto di selezionare i clienti, delle volte si perdono ore a mandare preventivi e a seguire progetti complessi, alcune volte si fanno anche 100km per valutare proposte di lavori grossi ma già da subito si può capire cosa è realisticamente sarà fattibile e cosa no. E concentrarsi su quello che è fattibile non può che dare vantaggi al professionista.

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