Trump non è niente

Sapete qual è il bello di fare una campagna elettorale basata sull’emotività? E’ che poi quando vinci e non fai nulla di quello che hai detto i tuoi seguaci comunque non ti biasimano perché sanno che farebbero la figura dei cretini. Questo è tutto quello che ho da dire sulla vittoria di Donald Trump.

Siete pronti invece per qualcosa che vi farà stare male?

Sono più gli anni che ci separano dal crollo delle Torri Gemelle che quelli che separano il crollo delle Torri Gemelle dal crollo del Muro di Berlino.

E’ chiaro che stiamo entrando in una nuova fase della storia. Una fase in cui abili pifferai vincono le elezioni con una facilità devastante. Forse il cambiamento è di una portata ancora maggiore di quello che portò alla fine del comunismo sovietico.

Perché tutti concordiamo per esempio sul fatto che il razzismo, il sessismo e il classismo danneggiano la comunità. Ma non è sempre detto che danneggino il singolo individuo. In tutti noi si cela quel maschio bianco che godrebbe nell’essere servito e riverito dalla moglie e nel trattare la compravendita degli schiavi di colore. Liete giornate con qualche rogo di streghe ed eretici come diversivo. E quando qualcuno mi guarda storto, lo sfido a duello e gli sparo.

Disse una volta una professoressa di storia alla mia classe:

Qua dentro a molti non dispiacerebbe la vita dell’uomo greco

Ed ecco che oggi tutti si illudono di poter tornare a vivere come un antico greco-romano o come un sudista grazie a Donald Trump. Ma vi rendete conto? Ora gli americani bianchi, sessisti e xenofobi potranno finalmente esprimere la loro opinione! Per esempio Donald Trump sarà libero di dire che quell’abbronzato di Obama gli ha lasciato la Casa Bianca tutta sfasciata. Non è meraviglioso?

Tornando seri, vi ricordate quando si inizia a parlare di storia?

Quando compare la scrittura. Prima si parla di preistoria. Con l’avvento del digitale, non stiamo forse assistendo a qualcosa di simile? Una svolta paragonabile all’uomo che esce dalle caverne e impara a comunicare in una maniera diversa dal parlato.

Ecco, le caverne di oggi sono i social network, e qualcuno chiaramente ne approfitta per proiettarci sogni irrealizzabili. Ma qualcuno prima o poi dalla caverna esce sempre.

Cari democratici americani, se proprio volevate vincere queste elezioni dovevate osare di più.

Ci voleva una donna giovane e non una ex-moglie di presidente, per giunta cornificata. I’m sorry. Forse la promessa di Madonna è apparsa come irrealizzabile. Una minaccia di Lorena Bobbit sarebbe stata molto più efficace. My two cents.

Straßensperre vor Trump TowerFlickr image credits




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