Viaggio low cost in Costa Azzurra

Visitare la Costa Azzurra e girare in auto per Montecarlo è sempre stato il mio sogno. Non sono riuscito a realizzarlo in occasione del viaggio di nozze, quando una volta sbarcati a Savona non sono riuscito a convincere la mia sposina a stare ancora qualche giorno in giro. Ci sono riuscito quest’estate, quando mi sono reso conto di aver bisogno di fare un po’ di ferie ad agosto come la gente normale e non come i freelance. In più volevo regalare a mio figlio l’esperienza di un viaggio che avrebbe portato sempre con sé. In ultimo sentivo il bisogno di mettere alla prova il mio francese. L’obiettivo era risparmiare, quindi ci siamo portati una serie di pasti pronti da casa e abbiamo dormito in alberghi low cost della catena Accor Hotels. Tuttavia torno a casa con tantissime impressioni che cercherò di riassumere in questo post.

Viaggiare in automobile in Francia

Abbiamo sempre trovato parcheggio abbastanza agevolmente, pagando cifre tutto sommato accettabili persino a Montecarlo, dove si ha addirittura la possibilità di percorrere le stesse strade del Gran Premio di Formula 1. Le autostrade sono comode e tutti viaggiano più o meno alla stessa velocità: non trovi insomma chi ti occupa la corsia di mezzo ai 90 o chi ti lampeggia da dietro mentre sei già a 130-140 sulla corsia di sorpasso. I pochi camion che si incontrano rimangono sempre nella corsia più a destra. Le strade secondarie sono sempre in ottime condizioni e i cartelli sempre chiari, e anche in questo caso gli automobilisti francesi interpretano i limiti come velocità costanti da mantenere. Questo anche in una strada a corsia unica piena di curve come tra Saint Maxime e le Plan-de-la-Tour, dove mi sembrava addirittura di essere in una gara.

Mangiare in Francia

In Italia puoi mangiare dell’ottima pizza. In Francia puoi mangiare dell’ottima pizza (a Mentone) e delle ottime crepes a Draguignan. Un po’ di pesce lo abbiamo assaggiato in una rosticceria-trattoria ad Agay, “Lou Gasto Pasto”, ed era comunque magnifico. Poi ci sono i dolci, tra cui voglio citare i macarons della Pâtisserie Guillaume Girard e la Tarte Tropezienne, che meriterebbe un post tutto per sé. A colazione lo yogurt non è omogeneizzato. Lo zucchero filato si chiama “barbe à papà” (la barba di papà), da cui prendono nome i personaggi del cartone animato.

Il carattere dei francesi

Questa per me era un’occasione importante per rispolverare il mio francese, e ho scoperto che se ti rivolgi ai cugini d’oltralpe nel loro idioma con le giuste formule di cortesia loro fanno di tutto per farti capire: parlano lentamente e/o usano l’inglese. Non perdono occasione per dimostrare che a loro l’Italia e l’italiano piace. Viceversa se ti rivolgi a loro in italiano con la pretesa che lo conoscano ti rispondono in francese anche se l’italiano lo conoscono. Quando poi mi è capitato di chiedere indicazioni mi sono commosso: ho visto tirare fuori i cellulari e chiedere ad altri passanti per essere più sicuri; praticamente come quando in Italia pur di liberarci alla svelta di qualche turista spaesato gli diamo indicazioni sbagliate. Se imbocchi per sbaglio un senso vietato chi è dietro ti suona il clacson e i pedoni ti fanno capire a gesti che devi tornare indietro.

La grandeur

Tutto era profumato negli alberghi, pure i corridoi e gli ascensori. Poi a Grasse e il suo museo dei profumi abbiamo vissuto l’apoteosi. Abbiamo assaggiato gelato alla lavanda e al gelsomino, nonché marmellata di violette. Passeggiando per Cannes non c’era una persona che non lasciasse una scia importante di profumo, cosa che mi ha colpito più di tutte le macchine di lusso parcheggiate e delle loro targhe arabe. Poi tanta musica all’aperto, con le persone che si siedono per terra o si portano le sedie da casa.

Le spiagge francesi

In tutti i posti di mare che abbiamo visitato abbiamo trovato almeno il 50% di spiaggia libera, persino a Saint-Tropez (che comunque per me è sopravvalutata). È bello constatare che per i francesi il mare è di tutti e che non può diventare tutto del privato. Il mare che mi è rimasto dentro in questo viaggio è quello di Théoule-sur-Mer, dove siamo scesi in una spiaggia per una lunga scalinata. Anche la spiaggia dorata della Baia degli Angeli a Nizza ha lasciato il segno.

Il clima della Costa Azzurra

Non ricordo di aver sudato particolarmente, nonostante le varie camminate. Credo che l’umidità sia veramente bassa, perché appena ci si sposta all’ombra si gode subito il fresco. La temperatura massima è stata intorno ai 30 gradi, e al mare non abbiamo sentito la mancanza dell’ombrellone. Temevamo il vento ma non ce n’è mai stato, anche se comunque tra Ramatuelle e Gassin ci siamo imbattuti in un magnifico mulino. Il successo della Costa Azzurra nasce tutto da questo clima perfetto. Ora il sogno è tornarci per completare il nostro itinerario…

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