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Si rompe l’alimentatore del MacBook e incontri Fabio de Luigi

Mike Rohde´s Custom Moleskine PlannerIl processo di assestamento della mia attività è lungo e procede a più riprese. Mentre scrivo queste cose, il mio pensiero va ai miei cugini dell’Emilia, che stanno vivendo un incubo senza fine, ma so che sono gente che si riprenderanno senza lamentarsi, con il solo modo che conoscono: il lavoro. Questo mi serve di lezione e di incoraggiamento, mi trovo in una crisi di liquidità causa mutuo e mancata vendita di un immobile e mi sono riempito di lavoro fino al collo. Ho vari progetti a metà che devo finire per incassare, ma nel cercare di accontentare tutti con il round-robin non riesco ad incassare: beh, arriveranno tutti in una volta. Peccato che pure bollette, mutuo, IMU e spese per l’auto arrivino pure loro tutte in una volta, ma senza tardare. Però, non si sa né il perché e né il percome, faccio sempre pari e mi resta sempre zero. Mia moglie ha appena intrapreso alcune attività di vendita diretta, sono contento perché ci sa fare e ha trovato finalmente un campo dove esprimere il suo talento. Ma ci vorrà tempo prima che dia un contributo significativo al bilancio famigliare.

In un contesto del genere, un imprevisto tecnico rischia di destabilizzare la mia psiche. Però la mia attività dipende direttamente da alcuni elementi “made in China” che possono rompersi con facilità. E questo purtroppo oggi vale anche se hai un MacBook. Infatti ieri l’alimentatore non ne voleva sapere di dare la carica. Quindi mi sono fatto coraggio, e per fare le dovute ricerche sul web ho ripristinato un’installazione di Arch Linux che non usavo da più di un anno, anche perché al tempo si rifiutava di fare il boot, dando il primo FAIL cercando di montare la root in read-only. Ho cercato innanzitutto la soluzione a questo problema usando la mia vecchia installazione di Ubuntu, quella che risale ad Edgy Eft, e in pratica mi è bastato cambiare un’opzione in /etc/fstab. Così ho ripreso in mano un sistema che non ho mai smesso di amare, e l’ho attualizzato, passando da Gnome 2 a LXDE (non ho provato per niente Gnome 3). Infatti presto avrò uno stagista e quindi avevo bisogno di preparare un’altra postazione. Il monitor me lo ha prestato una mia amica e collaboratrice, insieme ad alcuni quadri. Già che c’ero, ho ripreso anche il mio vecchio Sony Vaio, e ho fatto due avanzamenti di versione di Ubuntu, anche qui installando alla fine LXDE, in modo che mia moglie avesse un computer a casa.

Nel frattempo sono riuscito a scoprire che a Rimini avevano un alimentatore di ricambio e che godevo di 5 giorni residui di garanzia. Ringrazio pubblicamente la Data Trade per avermi risolto il problema immediatamente. Proprio in negozio c’era una persona seduta, io la fisso ed esclamo:

“Ma lei assomiglia proprio a Fabio de Luigi!”

“Già, me lo dicono tutti”

Dopo un po’ che sento che lo chiamano Fabio e che continuo a fissare la straordinaria somiglianza, non posso che concludere:

“Scusi, ma lei mi ha preso in giro, la chiamano pure Fabio, lei E’ Fabio de Luigi”

“Eh sì… per forza…”

Insomma, anche se non ho tempo, ho vissuto una giornata che non poteva non finire sul mio blog.




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